Beppe Grillo, popolarissimo personaggio dei giorni nostri. Acclamato da masse di fans, che nel suo inestancabile girovagare, per l'Italia e non soltanto, registra il tutto esaurito.Chi è veramente Beppe Grillo: un comico, un attore, un giornalista, un politico con la maiuscola, un filosofo, una specie di messia moderno, un tribuno del ventunesimo secolo, un "grillo parlante"? Forse un pò di tutto questo. Ma sicuramente Beppe Grillo è un coraggioso gigante del buon senso, che con la sua ironia illuminina moltissimi problemi del nostro tempo, della complicata e a volte tortuosa nostra vita quotidiana. Ma la cosa più importante è che al segnalare un problema lo accompagna sempre con la proposta di una soluzione, sempre saggia e ovvia.
Noi, da questa rubrica dedicata a Beppe Grillo e, con la gentilezza di "Segnali di Vita", in modo completamente autonomo cercheremo di contribuire alla diffusione del messaggio di questo maestro. Dato che lo consideriamo estremamente positivo e utile nella via di costruire una Italia migliore e un mondo più giusto.
Questo è l'inizio del lavoro per ripristinare in breve la rubrica su Beppe Grillo, completamente rinnovata.
Aprofittiamo per sollecitare ai fans di Beppe e i visitatori della rubrica d'inviarci vignette, aneddoti e cose curiose relative a Beppe Grillo. Il materiale ricevuto sarà selezionato e poi pubblicato. Grazie!
lunedì 9 luglio 2007
Attore comico e satirico, scrittore, illustratore, cantante, Daniele Luttazzi è uno dei personaggi artisticamente più completi del panorama televisivo italiano: le sue “opere d’arte” si leggono, si guardano, si ascoltano. Daniele (all’anagrafe Daniele Fabbri) nasce a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, il 26 gennaio 1961. Dopo aver conseguito la maturità classica si laurea in medicina e nel frattempo collabora con la rivista “Tango” come vignettista ed é tra i fondatori del settimanale umoristico “Comix”. Nel 1988, con un breve monologo, vince il premio “Zanzara d'Oro”, concorso bolognese per comici esordienti. Partecipa anche a “Riso in Italy”, concorso romano di cabaret che lo fa entrare di diritto nel mondo della televisione. Così Daniele Luttazzi diventa “l'opinionista” con Lella Costa e su Rai2 commenta fatti d'attualità. Viene richiesto a Telemontecarlo in un programma che si intitola “Banane” e in seguito partecipa ad alcune edizioni della trasmissione "Mai dire gol", dove interpreta il giornalista Panfilo Maria Lippi, il professor Fontecedro e l’annunciatrice Luisella.Nel 1998 pubblica il libro "Cosmico", raccolta dei personaggi interpretati in trasmissione; precedentemente Luttazzi scrisse “101 cose da evitare a un funerale” del 1993 e del ‘94 “Sesso con Luttazzi” , “Adenoidi”, “Va dove ti porta il clito” (parodia del celebre libro di Susanna Tamaro “Va dove ti porta il cuore”) e "Tabloid". Inoltre sono da citare “C.R.A.M.P.O.” (Corso rapido di approfondimento minimo per ottenebrati) del 1996, "Teatro. Rettili & roditori. Scene da un adulterio" del 1997, e "Barracuda" del 1999, anche titolo dell'omonima trasmissione televisiva condotta su Italia 1 nello stesso anno: un programma sarcastico e comico ispirato ai talk show satirici americani sul modello di David Letterman, che sollevò molte polemiche.L’ultimo capitolo della trilogia di monologhi ispirati a Silvio Berlusconi è "Bollito misto con mostarda" del 2005: il “bollito misto” è riferito all'attualità e la “mostarda” sta ad indicare il sapore speziato tipico della satira. Inoltre, traduce tre classici di Woody Allen.Verso la fine dello scorso anno Luttazzi debutta in teatro con Barracuda 2007, monologo del 1999 completamente rivisto e aggiornato. Allo stesso tempo esce in edicola il suo ultimo libro Lepidezze postribolari, edito da Feltrinelli.Daniele Luttazzi è un personaggio dal tipico umorismo pungente, e sorprese un po' tutti, critici musicali compresi, pubblicando nel 2005 un CD musicale dal titolo “Money for dope", 10 brani arrangiati dal jazzista e direttore d'orchestra di fama internazionale Massimo Nunzi, dalle sonorità che si collocano tra la new wave e il jazz anni 50. Il disco narra la storia di un' amica morta per overdose, e contiene sia aspetti tragici che momenti buffi ed ironici. A febbraio 2007 è il turno del secondo disco, "School is boring": 10 ritratti femminili descritti in canzoni struggenti e insolite, composte fra il 1979 e il 2005. Il disco viene distribuito solo su internet.Dopo le ferventi critiche al suo programma “Satyricon” cancellato dalla programmazione Rai nel 2001, Luttazzi non ha più fatto apparizioni televisive: benché nell'ottobre del 2006 gli fu offerto da Sky uno spazio nel nuovo canale comedy, quando Luttazzi espose l'idea del suo nuovo programma, Sky propose forti modifiche per edulcorarne il contenuto, e Luttazzi li congedò, permettendosi addirittura, lo stesso anno, di rifiutare l’invito di Pippo Baudo a partecipare al Festival di Sanremo.Di lui, lo stesso Baudo affermò nel 2001: « Ritengo Luttazzi ineguagliabile. I suoi monologhi sono bellissimi. Si può non condividerli, ma tecnicamente sono perfetti.»
daniele luttazzi
daniele luttazzi
ma gg stavamo a mr.magoo io kiara.fiona,giovannino.,karlo ecc ecc...un idioma comincia a fa commenti nn so cosa e poi mi kiama spercifiko ke nn lo conosco allora m'ingrippo e gli faccio ma mo ke vuoi?!? allora lui si stava a fa sotto del tipo...hihihihihihihihihihii...e nn so...comincia tipo a fa lo sborone(solo xkè avrebbe fatto una pessima figura cn gli amici)allora io mi qualifiko e comincia del tipo a abbassare ala cresta...ma sti mammoccetti sn troppo esaltati...ma cn me abbassano la cresta!!!hihiihiiihiiihihiiii
Dall'analisi di questa sequenza quindi ci si accorge che:- La cosiddetta aggressione dei manifestanti alla camionetta poteva essere dispersa con l'intervento delle decine di uomini (bardati di tutto punto) presenti a pochi metri di distanza. Non si è trattato, come è stato fatto credere per giustificare il ricorso estremo alla pistola, di una offensiva a due singoli militari. La jeep non era né isolata né impossibilitata a manovrare.- La situazione di rischio per i carabinieri presenti all'interno della jeep, derivante dall'assenza del lunotto posteriore, è stata determinata dalla assurda scelta dei militari stessi di infrangere il finestrino.- Carlo si è avvicinato alla jeep a mani nude, e ha raccolto l'estintore dopo averne subito il lancio da parte del carabiniere. La sua è stata quindi una reazione a un gesto potenzialmente omicida compiuto dal militare.- La scelta di ricorrere all'arma da parte del carabiniere è stata assolutamente indipendente dalla sua preoccupazione per le possibili conseguenze del gesto di Carlo, dato che il militare estrae la pistola e la punta sulla folla ben prima che il ragazzo raccolga l'estintore e lo rivolga verso la camionetta.- Il carabiniere aveva tutto il tempo di utilizzare l'arma in maniera meno drastica, tentando un colpo in aria o - in ipotesi estrema - mirando a punti non vitali. Invece il militare, quando Carlo è ancora a diversi metri dalla camionetta, sceglie di mirare alla testa del ragazzo ed esplode due colpi.Caro lettore,già che sei arrivato fin qui ragiona un secondo: tu sei un carabiniere e ti trovi all'interno di una jeep chiusa. Hai dei facinorosi attorno, che sono a mani nude. Che cosa fai? Rompi a calci il finestrino, scagli fuori un estintore, estrai la pistola e la punti sulla folla, poi - quando un manifestante raccoglie l'estintore - prima ancora che costui si avvicini alla jeep miri alla testa (alla testa, cristo) e spari. E hanno il coraggio di chiamarla LEGITTIMA DIFESA!!! A un anno di distanza, le forze dell'ordine invocano ricostruzioni che sfuggono alle più elementari leggi della balistica, oltre a contraddire clamorosamente ciò che è visibile in queste immagini, e parlano di uno sparo rivolto verso l'alto (!) e di un bizzarro proiettile che avrebbe rimbalzato contro un sasso volante (!!!) invertendo la direzione di marcia e puntando quindi accidentalmente alla testa di Carlo. Prima o poi ci racconteranno che in piazza Alimonda quel giorno c'era una banale esercitazione di tiro al piattello, e che Carlo ci si è trovato in mezzo...Cliccate qui per leggere gli articoli su queste vergognose perizie propinateci dallo Stato italiano, e leggete la controinchiesta sulla morte di Carlo a cura di Sherwood.
"Hanno ucciso un ragazzo nella piazza dove sono nato" Per non dimenticare Carlo Giuliani, 23 anni, assassinato dal regime italiano il 20 luglio 2001.
Questa è la testimonianza oculare di un amico di Carlo: Ero piazza Alimonda il 20 luglio alle 17.Ero con Carlo ed alcuni altri fratelli davanti al mezzo dei CC apparentemente "bloccato" tra cassonetto e non si sa bene cosa. Eravamo in pochi lì davanti, una dozzina forse, e la nostra attenzione non era proprio rivolta verso il fuoristrada dei carabinieri bensì verso il plotone di celerini che, maschera antigas indossata, lanciavano pietre e puntavano fucili verso i manifestanti.I secondi scorrevano istante per istante, fotogramma per fotogramma.Mi ha fin da subito stupito che quella jeep e chi era rimasto dentro (ho ben chiara l'immagine di un carrubba che ha il tempo di uscire e di raggiungere gli altri) facessero "cose strane": prima ancora che un paio di compagni si avvicinassero ai finestrini lato manifestanti, il carabiniere all'interno colpiva ripetutamente a suon di anfibio il lunotto posteriore del fuoristrada cercando di romperlo. Ho visto chiaramente l'anfibio del militare sfondare il vetro posteriore della jeep.E' stato proprio questo gesto inconsueto, apparentemente non comprensibile che mi ha fatto istintivamente allontanare e correre sul sagrato della chiesa.Mentre correvo verso il muro della chiesa avevo gia' la sensazione di ripararmi da qualcosa che non erano pietre o lacrimogeni. Ero appena rientrato dalla testa del corteo disobbediente che cercava di difendersi dalla brutale e inarrestabile violenza dei celerini che caricavano la gente con blindati, sassi e lacrimogeni e avevo gia' visto quelle camionette CC che arretravano in retromarcia con la portiera aperta e la pistola puntata ad altezza d'uomo verso la folla. Avevo gia' sentito pochi minuti prima quei suoni "diversi", quegli spari secchi e concisi che si distinguevano da quelli dei lacrimogeni. Ma non avevo ancora realizzato.Quando mi sono girato, spalle al muro, verso la strada ho visto il corpo che giaceva immobile per terra. Il mio respiro e il mio tempo si erano fermati. Mi sono precipitato sul corpo urlandomi dentro: "Non e' possibile! Perchè??! Perchè??!!".Mi sono fermato un'istante che non finiva mai guardando Carlo, poi mi sono girato verso quegli assassini in divisa che indicavano il corpo coi manganelli e che cominciavano a correre verso di noi urlando.Sono corso via con le lacrime in volto, con la morte dentro e con quegli spari che mi rimbalzavano nei timpani.Ho visto la testa zampillare di sangue, e poteva essere la mia.Ho visto un corpo trucidato dal piombo, e poteva essere il mio.Ho visto un fratello cadere...era un mio fratello!!!Carlo era uno di noi.VERITA' SULL'OMICIDIO DI CARLO.VERITA' SUI FATTI DI GENOVA.
2001, Genova, Italia homepage
"Hanno ucciso un ragazzo nella piazza dove sono nato" Per non dimenticare Carlo Giuliani, 23 anni, assassinato dal regime italiano il 20 luglio 2001.
Questa è la testimonianza oculare di un amico di Carlo: Ero piazza Alimonda il 20 luglio alle 17.Ero con Carlo ed alcuni altri fratelli davanti al mezzo dei CC apparentemente "bloccato" tra cassonetto e non si sa bene cosa. Eravamo in pochi lì davanti, una dozzina forse, e la nostra attenzione non era proprio rivolta verso il fuoristrada dei carabinieri bensì verso il plotone di celerini che, maschera antigas indossata, lanciavano pietre e puntavano fucili verso i manifestanti.I secondi scorrevano istante per istante, fotogramma per fotogramma.Mi ha fin da subito stupito che quella jeep e chi era rimasto dentro (ho ben chiara l'immagine di un carrubba che ha il tempo di uscire e di raggiungere gli altri) facessero "cose strane": prima ancora che un paio di compagni si avvicinassero ai finestrini lato manifestanti, il carabiniere all'interno colpiva ripetutamente a suon di anfibio il lunotto posteriore del fuoristrada cercando di romperlo. Ho visto chiaramente l'anfibio del militare sfondare il vetro posteriore della jeep.E' stato proprio questo gesto inconsueto, apparentemente non comprensibile che mi ha fatto istintivamente allontanare e correre sul sagrato della chiesa.Mentre correvo verso il muro della chiesa avevo gia' la sensazione di ripararmi da qualcosa che non erano pietre o lacrimogeni. Ero appena rientrato dalla testa del corteo disobbediente che cercava di difendersi dalla brutale e inarrestabile violenza dei celerini che caricavano la gente con blindati, sassi e lacrimogeni e avevo gia' visto quelle camionette CC che arretravano in retromarcia con la portiera aperta e la pistola puntata ad altezza d'uomo verso la folla. Avevo gia' sentito pochi minuti prima quei suoni "diversi", quegli spari secchi e concisi che si distinguevano da quelli dei lacrimogeni. Ma non avevo ancora realizzato.Quando mi sono girato, spalle al muro, verso la strada ho visto il corpo che giaceva immobile per terra. Il mio respiro e il mio tempo si erano fermati. Mi sono precipitato sul corpo urlandomi dentro: "Non e' possibile! Perchè??! Perchè??!!".Mi sono fermato un'istante che non finiva mai guardando Carlo, poi mi sono girato verso quegli assassini in divisa che indicavano il corpo coi manganelli e che cominciavano a correre verso di noi urlando.Sono corso via con le lacrime in volto, con la morte dentro e con quegli spari che mi rimbalzavano nei timpani.Ho visto la testa zampillare di sangue, e poteva essere la mia.Ho visto un corpo trucidato dal piombo, e poteva essere il mio.Ho visto un fratello cadere...era un mio fratello!!!Carlo era uno di noi.VERITA' SULL'OMICIDIO DI CARLO.VERITA' SUI FATTI DI GENOVA.
2001, Genova, Italia homepage
Carlo rimane sull'asfalto. Il suo cuore non ha ancora smesso di battere. Alcuni manifestanti si precipitano a soccorrerlo, cercando di evitare che si dissangui. Le forze dell'ordine ora intervengono in massa, e con violente cariche e lanci di lacrimogeni proibiscono a chiunque di avvicinarsi al luogo in cui lo Stato ha appena commesso uno spietato omicidio. Alcuni uomini in divisa lo prendono a calci, aggiungendo una brutale tortura a quella condanna a morte. Alcune testimonianze parlano anche di celerini che spengono le sigarette sul corpo di Carlo. Gli scontri attorno al corpo di Carlo proseguono per molte ore. Nel frattempo, con le prime dichiarazioni, le forze dell'ordine negano la responsabilità dell'accaduto. I filmati televisivi mostreranno il vice-questore della Polizia rincorrere un manifestante urlandogli "lo hai ucciso tu, con una pietra!", e questa è la pazzesca versione che gli responsabili di carabinieri e polizia tenteranno di accreditare, prima che queste immagini inizino a fare il giro delle agenzie e chiariscano a tutti da che parte è la verità.
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